Cagliari: accusato di molestie su minori

È arrivata a una svolta forse decisiva l’inchiesta sul maestro accusato di aver molestato una decina di alunne di due scuole elementari, una a Cagliari e l’altra in un paese dell’hinterland, in cui ha insegnato tra il 2009 e il 2011.

Il pm titolare del fascicolo, il sostituto Maria Virginia Boi, ha infatti chiesto e ottenuto dal gip che le presunte vittime vengano sentite con la formula dell’incidente probatorio, dunque assistite da psicologi infantili e alla presenza del legale della difesa Michele Loi.

PRIME CONFERME Interrogatori che sono già iniziati. Due bambine, entrambe di dieci anni, sono state sentite nei giorni scorsi e, dalle pochissime indiscrezione trapelate, avrebbero confermato le accuse, parlando di carezze molto spinte e veri e propri palpeggiamenti.

fonte: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/253282

Sassari: minorenne arrestato per violenza sessuale

Il giovane, ora agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale, aveva minacciato più volte la vittima con un coltello affinché non raccontasse l’accaduto.

Uno studente sassarese di 16 anni è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile e da quelli della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura per i minorenni di Sassari e sottoposto agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata ed atti persecutori nei confronti di una ragazzina di 13 anni.

Il provvedimento, emesso dal Gip Guido Vecchione, su richiesta del sostituto procuratore Luisella Paola Fenu, è scaturito dagli accertamenti eseguiti dal personale della Sezione Minori della “Mobile” dopo la denuncia formulata dalla giovane vittima nel settembre scorso. La ragazzina aveva raccontato di una violenza subita qualche mese prima in strada da parte dell’attuale indagato, con il quale, prima dell’ episodio, aveva intrattenuto un rapporto di amicizia. Il ragazzo, poi, per intimorire la giovane vittima e costringerla a non raccontare l’accaduto, l’aveva minacciata più volte, anche con un coltello. La Procura per i minori ha disposto un servizio di assistenza psicologica per la giovane vittima.

fonte: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/252384

Sassari: coppia condannata a 9 anni per violenza su minori

SASSARI. L’aula di Tribunale era semideserta quando il collegio ha emesso il verdetto: 9 anni di carcere a una coppia di finti benefattori che invece di prendersi cura di due fratelli, li ha vessati, resi oggetto di perversioni indicibili. La ragazzina, a 14 anni, era stata costretta a congiungersi con il pastore tedesco di casa.Per le vittime, nemmeno assistere alla certificazione di colpevolezza dei carnefici (fino all’appello) sarebbe servito a placare il dolore. Ecco perché ieri nessuno dei protagonisti di questa storia sordida è apparso davanti ai giudici. Nove anni, ha stabilito la corte presieduta da Plinia Azzena, a latere Marina Capitta e Giuseppe Grotteria, è la pena necessaria da infliggere a chi si traveste da agnello per fare il lupo. Più di quanto chiesto dalla pubblica accusa, rappresentata dal pm Giovanni Porcheddu, che si era fermato a 8 anni.

Ma alla parte civile, patrocinata dai legali Pietro Piras e Gianfranco Casu, i giudici hanno assegnato una provvisionale di 10mila euro a vittima, contro i 100mila richiesti. Se ne parlerà davanti al giudice civile. Sconteranno, quando la sentenza sarà definitiva, un ex pescatore del Sassarese, 76 anni, e la compagna di 42, mentre il figlio dei due – all’epoca dei fatti minore, coetaneo dei ragazzini abusati – è già stato giudicato incapace: non punibile sebbene colpevole. Quella decisione era stata una sorta di primo riscontro al racconto delle vittime, adolescenti con problemi psichici che all’età di 14 (lei) e 11 anni (lui), nel 2003, finirono a casa della coppia, assieme alla madre malata. I sedicenti benefattori speravano di mettere le mani sulla pensione di invalidità della donna.

Non è chiaro come i servizi sociali del loro paese (il giornale omette nomi per evitare che le persone offese vengano identificate) abbiano potuto affidarli a loro. L’imputata era in cura al Centro di igiene mentale e con i suoi disturbi non rappresentava certo il prototipo della mamma adottiva. Per i ragazzini sono mesi di inferno, stando a quanto raccontano i verbali d’udienza. Questo è il resoconto. Nel 2003 perdono il padre, attraverso un conoscente si trasferiscono assieme alla madre malata in un paese vicino, a casa della coppia che si dice disposta ad ospitarli e accudirli. Nonostante l’evidente degrado, si riesce a mantenere una parvenza di dignità: gli ispettori del Centro d’igiene mentale non si accorgono di nulla.

Si dovrà attendere un ricovero in ospedale per capire cosa accadeva. A gennaio 2004, il ragazzo viene portato al pronto soccorso. Ha ustioni sul collo e sulla coscia. Il “padre” acquisito, l’anziano condannato ieri, spiega agli infermieri che è un po’ imbranato e si è scottato sotto la doccia aprendo il rubinetto dell’acqua bollente. Ma gli infermieri capiscono, la doccia non c’entra. «Sono loro che mi hanno ustionato con l’acqua», racconta l’adolescente. Scatta l’inchiesta, vengono allontanati dall’abitazione della coppia e solo una volta lontana la ragazza rivela: «Mi hanno costretto ad andare con un cane, in cortile».

Non l’anziano (accusato comunque di averla violentata) ma la compagna e suo figlio. Apice di angherie di ogni genere, punizioni inflitte a colpi di guinzaglio usato come frusta. Nel 2006 si è aperto il processo, ieri la decisione dei giudici. Il difensore degli imputati, Ettore Licheri, aveva ricordato come un esperto abbia sostenuto in aula l’impossibilità della congiunzione col cane. Il Tribunale ha creduto alle vittime. Entro novanta giorni si conosceranno le motivazioni della condanna, a quel punto il difensore potrà tentare il ricorso in appello. Nel frattempo, i fratelli sono rimasti soli: dopo la morte del padre è arrivata quella della madre.

fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2012/01/19/news/feroci-violenze-su-due-fratelli-una-coppia-condannata-5551685

Cagliari: processo per duplice violenza sessuale pluriaggravata

Per cinque anni avrebbe abusato delle due figlie minorenni dell’ex convivente, rovinando per sempre le loro vite. Con questa accusa infamante un insospettabile commerciante cagliaritano di 40 anni, di cui non pubblichiamo il nome per tutelare l’identità delle presunte vittime, è finito alla sbarra davanti ai giudici del Tribunale.

Deve rispondere di duplice violenza sessuale pluriaggravata.

IL PROCESSO Una vicenda delicatissima, rimasta sinora segreta, ma che ieri è stata rievocata nell’aula della seconda sezione penale dove, a porte rigorosamente chiuse, si è celebrata la prima udienza del processo contro il patrigno (che ha preferito non essere presente). Ed è stato un inizio scioccante: sul banco dei testimoni sono infatti salite proprio le due accusatrici, oggi maggiorenni, che hanno raccontato per filo e per segno la loro terribile storia e le squallide attenzioni che sarebbero state costrette a subire sin da bambine.

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/249736